Milano Cortina 2026: Quando il Make-up diventa Performance

In questi giorni, gli occhi del mondo sono puntati sul ghiaccio di Milano e Cortina.
Le Olimpiadi Invernali 2026 non sono solo il palcoscenico dell'eccellenza sportiva, ma un vero e proprio crash test per l'industria del beauty.

Da Art Director che vive sui set, guardo le gare di pattinaggio di figura con un occhio diverso. Non vedo solo tecnica e tripli axel. Vedo storytelling visivo sotto stress.
Sotto le luci impietose dell'arena e davanti alle telecamere in 8K, il make-up delle atlete non è un orpello: è parte integrante della performance. Deve resistere al freddo, alla forza di gravità, al sudore e all'emozione, senza mai sbavare.

È la dimostrazione estrema di quello che ripeto sempre ai miei clienti in ELITAFILM: il prodotto deve performare quando la camera è accesa.

Ecco i look che hanno catturato la mia attenzione, non solo per estetica, ma per la loro capacità di "bucare lo schermo" e definire un personaggio in pochi minuti di gara.

1. La Coerenza del Brand Personale: Lara Naki Gutmann (Team Italy)

Se c'è una lezione di branding qui, ce la dà la nostra Lara.
Il suo non è solo un trucco, è un sistema visivo coerente. Cat-eyeliner affilato e ombretto nelle sfumature del verde, perfettamente abbinato alla divisa e – tocco di classe assoluta – richiamato dalla nail art.
L'analisi: In video, la coerenza cromatica aiuta l'occhio dello spettatore a seguire il movimento. Lara non è "un'atleta truccata", è un concept visivo in movimento. Elegante, patriottica, stilosa.

2. Texture e Tridimensionalità: Natalie Taschlerova (Repubblica Ceca)

Natalie ha portato sul ghiaccio l'estetica "Euphoria" elevata all'ennesima potenza. Un trucco occhi rosa costellato di perle all-over.
L'analisi: Da un punto di vista di ripresa video, questa è una scelta geniale. Le perle non sono piatte; catturano la luce in modo tridimensionale, creando micro-riflessi ogni volta che lei muove il viso.
Per i brand di make-up: non vendete solo colore, vendete texture. È la texture che crea la magia in camera.

3. Grafismi ad Alto Contrasto: Piper Gilles & Amber Glenn

Sia Piper Gilles (Team Canada) con il suo eyeliner bicolor e rossetto rosso fuoco, sia Amber Glenn (Team USA) con il suo eyeliner grafico, ci insegnano una regola fondamentale del "stage makeup" che vale anche per i social: il contrasto vince sulla distanza.
Quando il soggetto è lontano o in movimento veloce, i dettagli sottili si perdono. Linee nette e labbra sature, invece, mantengono l'espressione del volto leggibile anche per chi siede nell'ultima fila (o guarda da uno schermo piccolo).

4. La Luce come Protagonista: Lilah Fear & Allison Reed

Lilah Fear (Team UK) con il turchese e argento, e Allison Reed (Lituania) con glitter oro e verde.
Qui siamo nel territorio puro della gestione della luce. Sul ghiaccio, che riflette come uno specchio, usare glitter e metallizzati è un rischio: se mal dosati, sembrano "sporchi". Se ben eseguiti, trasformano l'atleta in una creatura eterea.
È lo stesso principio che applichiamo nei nostri video beauty: la luce non deve appiattire il volto, deve farlo vibrare.

Cosa portiamo a casa per il tuo Brand?

Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 ci ricordano che il beauty non è statico.
Il consumatore di oggi non vuole solo un prodotto che stia bene in foto. Vuole un prodotto che viva con lui, che resista alle sfide della giornata, che abbia una resa "cinematografica" nella vita reale.

Le atlete in gara ci stanno mostrando che performance ed estetica non sono nemiche.
Se state pianificando la vostra prossima campagna, chiedetevi: il mio prodotto reggerebbe un primo piano dopo 4 minuti di gara olimpica?


Se la risposta è sì, avete tra le mani un vincitore. Se è no, forse è il momento di rivedere come raccontate la vostra storia.

Credit photography: GettyImages

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